Uno dei miei massimi piaceri: leggere

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i libri su Olga in giro per la dinette

L’altro giorno ho deciso di trascorrere una giornata di spiaggia. Non è una dimensione che amo, innanzitutto per la questione sole: per chi deve proteggersi dai raggi solari per problemi di pelle la spiaggia assolata non è affatto l’habitat ideale; trascorro la maggior parte del tempo a cercare l’ombra e la restante parte a spalmarmi la crema.
Un’altra ragione per cui non amo molto la vita da spiaggia, e prediligo la vacanza al mare in barca a vela, è che mi annoia. Moltissimo. Non sono mai riuscita a restare immobile ad abbronzarmi, mai sono riuscita ad addormentarmi al sole, perchè in fondo non mi rilasso e continuo a pensare a cosa potrei fare.

io che nuoto nel mare

E’ anche una delle ragioni per cui ho imparato ad andare in laser: un anno sulla spiaggia del villaggio dove ero in vacanza l’istruttore di vela cercava gente per i propri corsi ed io ho colto l’occasione al volo per allontanarmi dal lettino e andare a fare qualcosa: inutile dire che ho trascorso tutta la mia vacanza in “casa vela”, l’angolo di spiaggia riservato agli sport velici ed ho imparato ad armare e disarmare tutte le imbarcazioni in dotazione. In barca a vela infatti, per fortuna c’è sempre qualcosa da fare e apprezzo anche quei momenti in cui mi posso allungare per un po’ al sole e mi riposo, spesso con una delle vele che mi fa ombra; ma non dura mai a lungo: scendo sottocoperta a fare un caffè, metto in chiaro le cime, faccio qualche foto e finalmente è già il momento di cambiare di mura (banalmente “girare”). Quando navigavo con più membri dell’equipaggio ognuno aveva un suo compito preciso durante le manovre: quando il comandante gridava “pronti alla vira” ognuno lasciava la propria occupazione per mettersi al proprio posto, anche solo per spostarsi da un “lato” all’altro dell’imbarcazione. Ora che siamo in due in navigazione decidiamo di volta in volta chi fa cosa: che poi fondamentalmente significa che uno sta al timone e l’altro all’ancora, alle cime, a gestire i parabordi, a usare il mezzo marinaio…

Ma ho divagato e sono finita a parlare di barca a vela mentre tutto era partito dal fatto che volevo raccontare che l’altro giorno in spiaggia un’amica mi ha prestato un libro. 

Gli amici piantano un ampio telo ombreggiante in spiaggia e si raccolgono sotto, nel cono d’ombra, a leggere. L’hanno chiamato il club del libro.

Perchè uno dei veri piaceri delle vacanze è avere il tempo per leggere!

la mia nipotina da piccola in libreriaIo, personalmente, ho anche un piccolo perverso piacere aggiuntivo: quando sono in vacanza adoro rimanere sveglia durante la notte e leggere fino a quando sono sfinita: la complicità del buio, l’assenza dei rumori della vita, mi fa sentire in una particolare dimensione, come sospesa in una bolla lontana dal tempo e dallo spazio. Mi immergo completamente nella storia che sto leggendo e i personaggi entrano a far parte della mia vita, abito con loro, soffro e rido con loro. Non riesco a smettere di leggere, perchè sarebbe come lasciare quella vita che sto vivendo, lasciare quegli amici e lo farei a malincuore. E quando il libro finisce mi prende quella sensazione di solitudine, quasi di abbandono direi, e per qualche giorno continuo a pensare a cosa ha detto quel personaggio o come si è comportato l’altro e tra me e me immagino a cosa avrei preferito dicessero o facessero o come, in fondo, sia giusto che sia andata così. Piano piano i giorni passano e io li lascio andare, entrano nella mia storia passata, come degli amici con cui ho trascorso una parte di vita, ecco direi proprio una vacanza, in un posto lontano, alle volte anche in un tempo lontano dal mio, ed ora ciascuno ha ripreso la propria esistenza di sempre.

biblioteca a Belfast: la Linen Hall Library

Linen Hall Library a Belfast

So che non tutti condivideranno questo piacere ma molti di coloro che conosco invece non vedono l’ora di essere in ferie per leggere i libri acquistati durante l’anno e mai letti per la solita mancanza di tempo.
Libri che hanno preso polvere per mesi sul comodino di casa vengono finalmente aperti sotto l’ombrellone. “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”.
Qualcuno ha fatto la scorta, invece, proprio prima di partire.
C’è chi consulta parenti e amici su quali siano stati gli ultimi libri che ha amato, c’è chi pone la domanda sui social, chi si affida alle recensioni di quotidiani riviste patinate, chi nello shopping pre partenza dedica il suo tempo alla ricerca del costume nuovo e dei libri per l’estate, girando piccole librerie di quartiere o immensi book store con l’aria condizionata così forte che ci vai dotata di sciarpina o coprispalle.Boite à lire a Toulon

L’estate è anche il periodo in cui ci si scambia più facilmente le letture: magari si calcola male il numero di libri da portare, qualche giorno di pioggia in più costringe a restare in casa e si legge più del previsto: in questo modo si finisce per prendere in prestito libri dal vicino di ombrellone, dall’amico che ha fortunatamente appena finito di leggere il suo e si fa a cambio.
Questa è la grande occasione! Sì perchè finisci per leggere qualcosa che tu mai avresti preso in considerazione, che non avresti scelto secondo i tuoi soliti criteri di selezione, ma obbligato dal fatto che non puoi scegliere cosa ti viene prestato, finisci per leggere cose inaspettate. Chi non legge che saggi si trova a leggere un romanzo, e ne resta incantato, per esempio!

Pepito nella libreria dei libri in prestito

BOITE A LIRE

Nel libro che mi ha prestato la mia amica (“Tre” di Valerie Perrin) ho trovato queste parole che mi hanno fatto molto pensare e, se un tempo non le avrei comprese, oggi trovo siano molto vere: “Ci sono libri, e anche incontri, che sono come occasioni perse. Passiamo accanto a storie e persone che avrebbero potuto cambiarci la vita senza vederle a causa di un malinteso, di un riassunto sbagliato, di un atteggiamento prevenuto. Per fortuna certe volte la vita insiste”

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