Senza vento

2
dal ponte della barca a vela si vedono altre barche a vela e il porto di St. Jean Cap Ferrat

Quando comincia il giorno e vivi in mare non puoi sempre programmare la giornata.

Se sei in porto e non c’è vento, innanzi tutto c’è un silenzio assoluto. Non una cima che si lamenti, nulla che fileggi.
E’ una situazione surreale e il cervello tarda a capire cosa ci sia che non va.

In giro non c’è quasi nessuno, gli equipaggi si attardano sotto coperta.
Non c’è l’ansia che precede la partenza, mancano la voglia di salpare e di ributtarsi in mare, alla scoperta della prossima destinazione, o solo per il gusto di fare qualche bordo.
I più mattinieri puliscono, c’è sempre qualcosa che non si è fatto subito all’arrivo, il giorno prima. Qualcuno legge, e c’è sempre, sempre, in ogni condizione, qualcuno che racconta.

Questo essere in attesa del vento, al mattino, è ambiguo. Ci si sorride in modo obliquo.
Sì, perché sembra bellissimo, questo ozio. Ma è come essere in trepidante attesa, come uno sposo in Chiesa e lei tarda, tarda parecchio, e iniziano a sorgerti dei dubbi. Il dubbio che arrivi.
E inizi a pregare.
A pregare Eolo affinchè soffi.
Ah sì, lo sposo perché giunga la sposa.

Cosa fanno gli equipaggi sotto coperta?
Fanno un nuovo programma.

Una prima alternativa è quella di restare in porto. Si approfitta per fare cambusa e sgranchire le gambe. Oppure si fa i turisti, nell’accezione classica del termine. Si va all’ufficio informazioni del turismo, si scelgono un paio di mete visitabili a piedi o col trasporto pubblico, e si va alla scoperta. Adoro scoprire nuovi posti anche se, in questi casi, io mi lamento per tutto il tempo del mal di terra: una leggera nausea, un senso di estraneità nei confronti dei rumori e degli odori che la civiltà produce mi accompagna sulla terra ferma.

La seconda alternativa è quella di prendere comunque il mare.
Si traccia una rotta alternativa, si prende in considerazione l’idea di spostarsi a motore, si parte sperando di trovare un refolo di vento, che ti consenta di fare qualche bordo verso la destinazione prefissata. In questi casi è il Capitano che si lamenta per tutto il tempo: il vento non è forte abbastanza, non ha affatto la giusta direzione, “la corrente del mare almeno non dovrebbe venire da prua…”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.