Progetti settembrini

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Un mio primo piano fuori dall’oblò della cabina di prua

Questo per me è generalmente il periodo dell’anno in cui faccio i progetti per il futuro.
Appartengo infatti a coloro che non sono mai usciti dalla fase “studente” e quindi l’anno inizia, non il 1 gennaio, ma a settembre, alla riapertura delle scuole.
Le settimane della fine dell’estate sono quindi riservate ai bilanci sul passato e ai buoni propositi per il futuro: quest’anno la pianificazione è particolarmente ardua perchè non ci sono molti punti fermi da cui partire.

Apparentemente il mio futuro, in questo momento, è tutto da scrivere; ho infinite possibilità e tutte le strade sono percorribili.
Non ho un lavoro che mi obbliga a essere fisicamente in un luogo tutti i giorni.
I miei figli sono indipendenti e, almeno per la legge, non hanno più bisogno di me.
Questa lavagna completamente pulita su cui scrivere il mio avvenire mi trova nella condizione di non sapere da che parte cominciare.

So esattamente che cosa non metterci: non mi iscriverò in una palestra, nonostante le infinite offerte molto allettanti che mi stanno mandando tutte quelle alle quali ho dato i miei soldi nel corso degli anni passati, dove sono andata solo per qualche mese all’inizio dell’abbonamento e prima dell’estate, per la solita prova costume.
Non ho nemmeno intenzione di trascorrere molti mesi in montagna: mi piace molto, ma se questo mio sito si chiama “seacalling”, forse non è proprio in cima alle mie passioni; quindi posso serenamente scartare corsi ed attività tipo presciistica per tutti, alpinismo ed arrampicata, per dirne alcuni.
Quest’estate ho maturato la consapevolezza che non voglio più cucinare la carne, vorrei un’alimentazione cruelty free; pertanto niente corsi di cucina per gozzovigliare con gli amici con arrosti e brasati!

Il mare. Il mare continua a chiamarmi. Non sono, ancora, sorda. Ma io abito a Milano. E Milano ha tutto, proprio tutto. Tranne il mare.
Per il momento i viaggi con Olga sono riservati alle vacanze con il Capitano, quando lui può, anche se sogniamo diversamente, e per periodi molto più lunghi di quello che ci è attualmente possibile.
Alla fine sono rimasta al punto di partenza.

Mio padre mi direbbe “Poche idee ma confuse”. E questa volta avrebbe ragione, e infatti non metto il muso, come avrei fatto da ragazzina.
In fine dei conti la scuola non è ancora iniziata, anzi quest’anno, complice il Covid, a cui si è aggiunto l’ennesimo referendum, ho ancora quasi tutto il mese di settembre per pensarci.
Quindi ho tutto il tempo per pianificare un magnifico anno nuovo, denso di avventure realizzabili, sogni per scendere dal letto di buon umore, progetti su cui lavorare alacremente.
Perchè, copio dal libro “L’autoproduzione è la vera rivoluzione” di Grazia Cacciola:
“Bepi Armanelli, esperto falegname […] ha detto un po’ di giorni fa:
“Dopo essercela menata un po’ passiamo al fare. Dumse n’andi, che i sogni sono belli ma ancora più bello realizzarli”

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