Paragoni improbabili

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Una mia foto con i piedi in mare sugli scogli

Senza alcuna ragione mi sono trovata a fare un paragone tra due terre e i loro popoli geograficamente molto distanti tra loro.
Sto parlando di due terre a cui la Natura ha dato tutto il bello che il creato possa offrire: il Brasile e la Corsica.
Due spiagge meravigliose, sabbia fine...a sinistra a Barra Grande in Brasile e a destra a Porto Pollo, Corsica
Vi renderete conto di quanto sia azzardato il confronto, non fossse che per le dimensioni delle due terre.
In effetti tutta la mia riflessione è partita ascoltando le loro canzoni.
Quando sei in Brasile la musica ti accompagna ovunque, ad alto volume, ti invoglia a ballare e a goderti la vita. E’ vero che c’è anche tutta quella parte che rimanda alla “suadade”, termine portoghese che indica quella nostalgica malinconia per qualcosa che si è perduto, ma finisce comunque per essere motivo di speranza per il futuro.
E questa costante gioia di vivere l’ho vista in molti brasiliani, anche in chi ha molto poco. Mia cognata, originaria della regione di Bahia, coglie ogni piccola occasione per ringraziare Dio dei doni che la vita le fa, e ha una vita normalissima (insomma, si è trasferita da un posto idialliaco alla provincia di Bergamo, con tutto ciò che questo può comportare, ma questa è un’altra storia).
Ombrelloni e sdraio in una spiaggia a Barra Grande
In Brasile sono sempre grati per ciò che Dio dà, grati dei frutti della Natura, rigogliosissima e meravigliosa che si imporrebbe voluttuosa su tutto.
Le canzoni corse invece sono estremamente melanconiche, struggenti, canto delle anime di un popolo che sente di doversi guadagnare con molta fatica quello che ha: in principio erano infatti pastori soli e sperduti tra i monti.
Vista del mare da Capo Rosso
I Corsi sono un popolo che sente di aver perduto ingiustamente la propria libertà e democrazia, prima e unica al mondo, e che si sente colonizzato da quello che è stato un grande impero.
Quello che mi sorprende ogni volta è che siano così arrabbiati e sconsolati, e quasi non si accorgono di vivere in un paradiso terrestre.
La spiaggia paradisiasa di cala du banditu
Io sono orgogliosa delle mie origini italiane, figlia di un popolo resiliente e talentuoso che sa come godersi la vita ma ha molto sofferto, spesso per una terra che ha dato poco, altre volte per una cattiva gestione delle risorse.
Il mio punto di osservazione è quindi neutro e semplicemente constata come ciò che ci circonda non determini necessariamente quello che siamo.
La nostra attitudine, il nostro approccio alle cose, sono sempre ciò che fa la differenza.
Abbiamo quindi tutti la possibilità di crearci un’esistenza felice e soddisfacente, sia che siamo nati tra le nebbie, i ghiacci sperduti, o il mare caraibico ed il sole onnipresente?
Credo che ci sia di che ringraziare, sì, questo sì.

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