Ma ti proteggi dal sole?

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in spiaggia il sole mi tramonta alle spalle

il sole dietro alle vele spiegate

Il diario di bordo di questa settimana è un po’ sui generis

perchè affronta come ho imparato ad espormi al sole,

grazie (se così si può dire) al mio problema di pelle.

Le amiche che sanno mi chiedono costantemente se mi proteggo a sufficienza,

sottolineando il fatto che trascorro parte del mio tempo su di una barca a vela.

Ma cominciamo dall’inizio. Venti anni fa andai dal dermatologo perchè uno dei miei nei sulla schiena, e ne ho parecchi, aveva cominciato a farmi prurito ed era diventato molto diverso da come lo ricordavo. Ma era sulla schiena, magari era sempre stato così, mi dicevo.

Ad essere sincera, non solo ho molti nei, ma produco, da sempre, pochissima melanina; prendo il sole, mi arrosso (poco o tanto) e il giorno dopo ho lo stesso colorito di sempre: bianchissima, con il sottotono grigino tipico di chi abita a Milano per buona parte della sua vita.
Per alcuni il colore della mia pelle è invidiabile, inutile che dica che io lo detesto: non mi abbronzo mai, mi sono scottata spesso e spesso mi sono riempita di quei fastidiosi puntini rossi che chiamano “eritema solare”; insomma il mio corpo non è capace di reagire in modo normale all’esposizione al sole, non produce melanina e si difende nei modi più fantasiosi e fastidiosi che ha imparato nel corso del tempo.

La cosa che più mi fa imbestialire è che se avessi almeno dei begli occhi azzurri me ne sarei fatta una ragione, ma no, nemmeno quello!

un grande sole si specchia nel mare su barche all'ormeggio

Per tornare alla famosa visita dermatologica di vent’anni fa, mi dicono che bisogna rimuovere con urgenza quel “neo” diverso. Essendo però in un punto particolare della colonna vertebrale, mi viene detto che non posso sollevare per almeno un mese nemmeno piccoli pesi, “nemmeno un neonato?” chiedo. Mi viene risposto di no. Ma io stavo allattando ed ho preferito posticipare l’intervento di pochi mesi. Sono stata fortunata, l’ho capito solo in seguito, perchè era un basalioma, in termini medici un carcinoma basocellulare, che quando leggi l’esito dell’esame istologico di quello che ti è stato prelevato, ti spaventi anche un po’; ma come ho detto sono stata fortunata, mi hanno fatto un buco molto profondo, ho tutt’ora una orrida, non piccola, cicatrice e niente più. Solo l’obbligo dei controlli dermatologici, che consiglio sempre a chiunque!
Negli anni ne abbiamo tolti altri, ma erano sempre di nuovissima formazione e non ho nè corso pericoli per la mia salute, nè mi sono rimaste cicatrici vistose.
Purtroppo su quella cicatrice mi è stato fortemente sconsigliato di farmi un tatuaggio perchè spesso si recidiva sui lembi dell’intervento e quindi è bene che la cicatrice sia ben visibile!

Con questo trascorso le mie amiche non smettono di ricordarmi di stare attenta al sole.io in primo piano e alle mie spalle le vele spiegate

E infatti mi proteggo moltissimo.

In barca a vela, in navigazione, non sono mai in costume.

Utilizzo quelle magliette che proteggono dai raggi ultravioletti e mi cospargo abbondantemente di creme solari sulle parti esposte.

Ho la fortuna di essere freddolosa e anche una leggera brezza data dal vento apparente mi tiene al fresco, quindi spesso indosso volentieri anche magliette e felpine.

 

con le mie amiche in spiaggia

In questi giorni che sto facendo un po’ di vita da spiaggia seguo scrupolosamente i consigli che mi danno annualmente i dermatologi: metto la crema prima di mettere il costume, in modo da evitare di non incremare le zone vicine a spalline, fiocchetti e via dicendo, uso sempre la protezione 30, che spannometricamente vuol dire, “stai tranquillamente al sole per 30 minuti”, dopodichè ricomincio a spalmarmi. Non uso più creme a protezione maggiore perchè sto comunque attenta a metterla ancora e ancora e ho l’impressione (dicono infatti che non sia così) che con indici di protezione più alti non stimolo affatto la mia pochissima melanina.
immagine della mia crema solare protezione 30

Mi hanno spiegato che è meglio non utilizzare i solari dell’anno precedente, ma se proprio ho avanzato tantissima crema e non la voglio buttare, devo tener conto che ha perso la sua capacità di proteggere del 50% circa, dunque le mie creme dell’anno scorso sono una protezione 15, che uso all’ora dell’aperitivo, che peraltro è la più bella per rimanere in spiaggia.
Prendo degli integratori ad hoc, incominciando un mese prima di quando penso che andrò a prendere il sole, che credo che aiutino a farmi produrre quel poco di melanina, e infatti ho sempre delle mani belle abbronzate (che quando lavoravo in ufficio, perennemente in tailleur, avevano il loro perchè, tra l’altro)

Resto al sole solo nelle ore del mattino e al pomeriggio, per il resto rimango all’ombra.
Non mi abbronzo praticamente mai, esattamente come facevo prima però, ma almeno non mi scotto più, nè mi arrosso come un gamberone.
Ne sto guadagnando in termini di rughe in particolar modo, e alla mia età ciò è particolarmente positivo.

La gente continua a chiedermi “ma non sei andata al mare?” quando ritorno in città perchè ho sempre un colorito da damina dell’ottocento, ma la salute so che è il nostro bene più prezioso, e ripensando agli ultimi due anni, con una pandemia in corso, ne sono sempre più convinta.

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