Il Destino mi porta al mare

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sentiero sull'isola di Lavezzi e sullo sfondo il mare blu e le scogliere bianche di Bonifacio

Sull’onda delle riflessioni scaturite dai miei progetti per l’anno che è iniziato questo settembre, mi è stato necessario ripercorrere mentalmente i miei ultimi due anni per cercare di capire a che punto sono con il raggiungimento dei miei obiettivi.

Alle volte per capire dove stiamo andando è importante ricordarsi di quando siamo partiti

Io ed Oliver sulla spiaggia del Cyrnos

Quando due anni fa mi sono licenziata dal mio posto fisso ero intenzionata ad aprire un’attività in proprio. Era qualche anno che la immaginavo e ne delineavo i dettagli: avrei voluto dare alla mia città i servizi che proponeva “Lulu dans ma rue”, pensavo che le mie ottime capacità gestionali, affinate durante una vita lavorativa, avrebbero potuto fare la differenza e poter offrire dei validi servizi, ad un costo equo, ed aiutare tutti coloro che sapevo necessitare di un aiuto nella vita quotidiana: gli anziani, i single workaholic, le mamme separate con figli piccoli (come ero stata io tanti anni prima).Io ed i miei figli quando erano piccoli

L’idea, credo ancora che sia ottima.
Amici che vivono a Parigi mi dicono che da loro funziona benissimo: qui in Italia mi sono resa conto subito delle fondamentali differenze tra i due sistemi economici, assistenziali e, spiace dirlo, di come il sistema fiscale da noi non agevoli certe piccole imprese.
Mi dibattevo come un pesce fuor d’acqua per cercare di fare un business plan che potesse funzionare, ma ogni volta che mi pareva di aver risolto tutti i problemi se ne aggiungevano di nuovi e molto più complessi.

Così decido di smettere di accanirmi a cercare di far quadrare numeri e sistemi, parto per andare al mare.
In Corsica. Al solito posto. Con i soliti amici. “Stessa spiaggia, stesso mare”
Collages di immagini di cinghiali a Pratarella

Come spesso accade nella vita il Destino ha risposto a modo suo, anzichè darmi una soluzione mi ha presentato un’altra sfida: mi fa incontrare un uomo. Lontano dalla mia realtà, quasi un abitante di un mondo parallelo al mio, un marziano che non solo non ha mai abitato in una città, ma ha trascorso lunghi inverni in una casetta in mezzo al nulla su una spiaggetta rocciosa paradisiaca, in compagnia dei suoi gatti ed i cinghiali; un uomo molto preso dall’attività di famiglia e la cui vera grande passione è navigare.

La casetta di Pratarella sotto la neve

Probabilmente se io non avessi avuto il costante desiderio di trasferirmi al mare, da che ne ho memoria, avrei potuto rimanere a Milano e concentrarmi sulla realizzazione della mia idea imprenditoriale. Ma da sempre io sono veramente felice quando posso vivere accanto al mare: ho vissuto attendendo il momento giusto. In alcuni momenti della mia vita ho anche cercato attivamente una casa ed un lavoro al mare, ma poi ho finito per rimanere nella zona di comfort che avevo e ho lasciato la piccola rivoluzione nello spazio dedicato ai sogni.
Il mare mi chiama, e questo sito non per nulla si chiama “seacalling”, mi chiama ad una vita più vicina alla natura, più contemplativa di fronte all’immensità del suo blu, e più lenta rispetto ai ritmi di Milano.
E il Destino ha giocato bene tutte le sue carte: non solo quest’uomo abita al mare ma ha una barca a vela su cui trascorre il suo tempo libero.
sentiero in Corsica costeggiato da alberi e fiori

Dicono che il Destino ci metta di fronte alle scelte giuste per il nostro futuro solo quando siamo pronti ad affrontarle: bisogna un po’ crederci e buttarsi perchè non c’è niente e nessuno che ti dice mai se sei sulla strada giusta.

Il mio progetto per la mia pensione era quello di comprare una barca a vela e girare, se non per il mondo, il Mediterraneo; per questo anni fa avevo preso la patente nautica, perché mi stavo preparando.io col vento in faccia in barca a vela
In barca a vela ci ho trascorso le mie vacanze più belle, perchè vivere sul mare mi dona una sensazione di benessere completo che non ha eguali in nessun’altra situazione: dipendere dai capricci di Eolo e non poter organizzare e pianificare tutto a mio piacimento, come sono solita fare, anziché frustrarmi mi dà una sensazione profonda di pace: è inutile che io mi accanisco per gestire tutto.

Gli imprevisti ci saranno, e non saranno stati assolutamente prevedibili.

Io che stilo liste e pianifico tutto nei minimi dettagli, con uno sforzo sovrumano, perchè la vita continua a cambiare le carte in tavola, mi placo solo su una barca a vela. Attendo serenamente condizioni meteo ideali, senza fare nulla, o meglio occupando il mio tempo curando me stessa, le mie passioni per la scrittura e la lettura, occupandomi delle piccole cose da fare su un’imbarcazione (e ce ne sono sempre tantissime): senza fretta, senza ansia da prestazione, senza il dubbio che avrei dovuto fare altro. Mi lascio cullare dalle onde e recupero la mia parte più intima che in tutte le altre situazioni tendo ad ignorare.
Ho sofferto per quasi trent’anni di emicrania; imbottita per la maggior parte del tempo di farmaci per sopravvivere, sempre con la sensazione di non aver fatto abbastanza.
Ora ho solo dei mal di testa, quando devo viaggiare per trasferirmi dalla Corsica a Milano, o viceversa.
il sentiero sul mare che porta alle spiaggette di Propriano

Ho potuto assecondare la Vita nuova che mi veniva suggerita dal Destino perché avevo già cominciato a tagliar via le zone di comfort che mi impedivano di essere me stessa, ma ancora non riesco ad avere un’idea chiara del futuro.

Mi dico che dovrei ricordarmi che quando seguo il mio istinto faccio le scelte migliori, ma alle volte mi sembra di essere un’acrobata senza la rete sotto ed ho paura. Timore di fare un altro salto, di continuare su questa strada così piena di bivi e spesso non tracciata per nulla.

“…affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino, la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non si è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendolo un’altra occasione perduta…” (“Un uomo”, Oriana Fallaci)

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