Da Livorno a Porto Rotondo

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Nuvole grigie sulla costa sarda dalla barca

Sono partita da Livorno una sera di giugno, al tramonto.
E finalmente ho dormito bene. Ero sul traghetto che mi portava finalmente dove avrei voluto essere.
Per me questa traversata significava avvicinarmi a ciò che amo, il Mare,Olga, il Capitano di Olga.
Il Capitano al timone
Ho viaggiato su un traghetto fantasma. Il Covid era una presenza costante.
Non possiamo dire che sia piccolissimo e invisibile agli occhi perchè è ovunque. Sul traghetto i bar e i ristoranti sono chiusi, come anche gli spazi adibiti ai giochi per i bambini. Niente grida, non il solito vociare concitato, il caos fastidioso, invadente che però è il preludio della vacanza. Sono salita su di una nave silenziosissima e deserta. Noi, i viaggiatori, ci aggiravamo come i sopravvissuti di una catastrofe nucleare con le nostre mascherine a coprirci i volti, e a celare le espressioni; molti con i guantini in lattice di molti colori, ma senza alcuna allegria.

Sono andata subito in cabina, sebbene avessi preferito rimanere all’aperto il più possibile, godermi il tramonto e respirare per meno ore possibili l’aria condizionata (ma veramente mi sto facendo questa paranoia?).

Al mattino mi aspettavo di essere svegliata dai soliti continui messaggi dell’equipaggio per farci accalcare in attesa della discesa dal traghetto, ma anche in questo caso, solo un silenzio assordante. Sono uscita dalla cabina dopo aver ascoltato tutti i rumori delle manovre di avvicinamento alla banchina e di ormeggio, pronta a sbarcare. Ci è stato chiesto di rimanere in coda distanziandoci ma infine siamo scesi.
Sono passata da un pontile ad un altro, mobile, dove mi attendeva Olga.

Abbiamo avuto poco tempo per salutarci, le previsioni meteo non erano buone, e abbiamo dovuto lasciare subito gli ormeggi per lasciarci in fretta il brutto tempo alle spalle.
Come ripetevano in porto “un vento così forte per così tanti giorni di file, un tempo così freddo, di questi tempi, non ce lo ricordiamo”.
Mi viene da dire, ma questo anno bisestile non potrebbe smentirsi, per una volta, una volta soltanto?

A motore siamo scappati, navigando fino a Porto Rotondo, fuori dalla zona di maltempo, pronti per fare un giro in una cittadina dove i pochissimi turisti si dicevano “Pare di essere a gennaio”, e non per le temperature non caldissime…

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